Come
si vota. Guida alle elezioni politiche del 4 marzo 2018.
Domenica 4 marzo si voterà per rinnovare
630 deputati e 315 senatori.
Il 4 marzo si avvicina, e per la prima volta si voterà con il
nuovo sistema elettorale, il Rosatellum. Un nuovo sistema che in breve tempo
dovrà essere assimilato dai cittadini.
Come si vota
Si voterà domenica 4 marzo dalle ore 7.00 alle ore 23.00. Oltre che per
l’elezione del Senato
e della Camera
si voterà anche per le elezioni regionali di Lazio e
Lombardia. Rispetto alle passate elezioni si potrà votare solo
nella giornata di domenica, quindi non ci sarà la possibilità di recarsi alle
urne il lunedì. Agli elettori saranno consegnate due schede – una per gli under
venticinque che non possono votare per il Senato – con cui esprimeranno le loro
preferenze per eleggere deputati e senatori.
La scheda, come potete
vedere cliccando qui https://www.partitodemocratico.it e cercando il nostro collegio, è composta da due sezioni differenti. Ci sarà il nome del candidato
uninominale (232 collegi per la Camera e 116 per il Senato) e i simboli dei
partiti che compongono le coalizioni, o i singoli partiti, con a fianco i nomi
dei candidati al plurinominale.
Le modalità per votare sono due, l’elettore può tracciare una croce sul
nome del candidato all’uninominale oppure il simbolo di uno dei partiti. Il
Rosatellum non prevede il voto disgiunto, quindi qualora l’elettore dovesse
votare un candidato all’uninominale e una lista che non l’appoggia il voto
verrebbe considerato nullo.
Nel caso in cui l’elettore esprima la sua preferenza nell’uninominale il
suo voto al candidato viene esteso automaticamente alla lista e, nel caso
di coalizione, sarà distribuito tra le liste che lo sostengono proporzionalmente ai
risultati delle liste stesse in quella circoscrizione elettorale.
Nel caso in cui l’elettore voti invece per un partito – in coalizione o da
solo – il voto verrà automaticamente assegnato al candidato dell’uninominale.
Ecco cosa dice il manuale elettorale:
Ogni elettore dispone di un unico voto,
che si esprime tracciando un segno, comunque apposto, nel rettangolo
contenente il contrassegno della lista prescelta e i nomi dei candidati
nel collegio plurinominale.In tal caso il voto è valido anche ai fini
dell’elezione del candidato nel collegio uninominale collegato alla lista
votata. Il voto è valido anche se sono apposti due segni: uno sul nome del
candidato del collegio uninominale e uno sul contrassegno, o comunque
entro il rettangolo in cui esso è contenuto, di una lista collegata. Se
l’elettore traccia il segno solo sul nome del candidato al collegio uninominale, il
voto è valido anche ai fini dell’elezione del candidato nel
collegio plurinominale della lista collegata e, nel caso di liste
collegate in coalizione, i voti sono ripartiti tra le liste della
coalizione in proporzione dei voti ottenuti da ciascuna nel collegio uninominale.
Non è prevista l’espressione di preferenze.
Scrutinio
Le operazioni di scrutinio inizieranno subito dopo la chiusura dei
seggi, quindi presumibilmente intorno alle 23.15
e devono proseguire senza interruzione ed essere completate entro
le ore 14 del giorno successivo. Saranno scrutinate prima le schede
inerenti le elezioni del Senato, concluse le quali si effettuano quelle
per l’elezione della Camera. Il sistema di voto inevitabilmente renderà le
operazioni di scrutinio complicate, visto che su ogni scheda (Camera e Senato)
si dovrà procedere ad un doppio scrutinio: uninominale e proporzionale.
Lo scrutinio per le elezioni regionali inizierà dalle
14 del lunedì.


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