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EURO, LA VERA POSTA IN GIOCO.



EURO, MONETA DI RISERVA INTERNAZIONALE

Dichiarano,  sia Di Maio che Salvini che l’Euro è stato un fallimento.
Bando alle ciance, vediamo i dati.
L’Euro, fin dalla sua comparsa, ha iniziato ad essere una moneta internazionale di riserva. Questo significa che le Banche Centrali di oltre 180 Nazioni del Mondo, conservano oro e monete di facile smobilizzo e di valori certi stabili nel tempo, per le loro esigenze legate al pagamento delle importazioni ed al rimborso di prestiti.
Chi emette tali monete, gode del principio di ‘signoraggio’, rappresentato dalla stampa di carta moneta che nessuno più rivendica, su cui non vengono pagati interessi e di contro la Nazione emettitrice ha beni e servizi praticamente in modo gratuito.
Qua sotto una tabella sui valori pubblicati dal FMI, fondo monetario internazionale, sulle riserve in oro ed in valuta relativa
al 2000,   2013 e 2017. (percentuali di distribuzione e quindi valori assoluti)
Dollaro USA    68,2     63,5        61,9
Euro                 12,7     20,4        23,8
Yen Gia             5,3       4,5          3,8
Sterlina GB       3,9       3,9          3,8
Franco Sv.         0,2       0,2          0,1
Yuan Cinese      0,0       1,0          1,1
Altre                  9,7       6,5          5,5

Sopra, le percentuali di suddivisione dei circa 12.000 miliardi di Euro di valute di riserva esistenti nel  mondo nel 2017. Riserve che tendono ad aumentare in rapporto alla espansione dei commerci internazionali, quindi in ragione media di circa il 3% annuo. 

L’Euro partì subito in quarta, avendo assorbito a fine 1999 il Marco Tedesco, che rappresentava il 12,2% delle riserve mondiali. Nessuno deteneva Franchi francesi e tanto meno lire italiane. In soldoni, questo significa che i Paesi di Eurolandia, hanno stampato dalla nascita della nuova moneta fino allo scorso anno  2.856 miliardi di Euro e li hanno consegnati  nel mondo, ricevendone in cambio, gratuitamente, beni e servizi. Con la ormai certezza che questa massa di moneta non solo non verrà più richiesta, ma che tendenzialmente, se l’Europa non commette sciocchezze e continua a seguire la politica della BCE di Draghi, aumenterà per le esigenze del commercio mondiale e per la crescente fiducia nella nostra moneta, fiducia che nei brevi 18 anni dalla nascita dell’Euro, è raddoppiata.

Di contro, potete notare la crescente sfiducia nel dollaro, che fino al 1970 era considerata come unica moneta di riserva, il declino delle altre monete ed il primo ‘vagito’ della Cina in campo monetario internazionale.
L’incredibile valore di questa massa, di questa rendita goduta anche dall’Italia, la si comprende se pensiamo che il debito pubblico italiano oscilla attorno ai 2.300 miliardi di Euro e che le 32.400 tonnellate di oro fino, detenute dalle banche centrali, sempre a garanzia internazionale, valgono oggi ‘solo’ 1.134 miliardi di Euro.
Beh, permettete, siamo convinti che la stragrande maggioranza degli italiani vogliano nelle loro tasche, a garanzia dei loro risparmi, mantenere gli Euro, non i bit coin come ha suggerito dall’incauto (e molto poco informato) Di Maio. 

Abbiamo tribolato all’inizio della storia dell'Euro, perché il governo Berlusconi non ha tutelato il nostro potere di acquisto al momento della conversione della liretta, lasciando espandere irragionevolmente i prezzi.
Vogliamo oggi davvero perdere il valore dei nostri risparmi uscendo da Eurolandia? I greci, pur subendo una cura lacrime e sangue, hanno deciso di mantenersi in Europa. Noi che non dobbiamo più affrontare sacrifici saremo da meno?



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