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L'INCENERITORE DI SCARLINO VA FERMATO


ACCOLTO IL RICORSO AL TAR PROMOSSO DAL COMUNE DI FOLLONICA CONTRO PROVINCIA DI GROSSETO PER RIAVVIO INCENERITORE DI SCARLINO

Il Tribunale Amministrativo Regionale della Toscana, sezione seconda, con sentenza n. 1297/2017 ha accolto il ricorso 1666/2013 proposto dal Comune di Follonica, avverso alla determinazione n. 2454 del 2 agosto 2013 con la quale la provincia di Grosseto formalizzava nulla osta alla riattivazione dell’Inceneritore di Scarlino, che era stato fermato a seguito di evento del maggio 2013 (emissione diossina).


Il nulla osta al riavvio era stato impugnato dal Comune di Follonica con motivi volti sostanzialmente a censurare carenze  istruttorie  nei procedimenti di autorizzazione al funzionamento dell’impianto in relazione ai dati tecnici ed anche epidemiologici evidenziati dal proprio consulente.

Il TAR ha motivato l’accoglimento del ricorso in conseguenza di rilevati vizi nell’operato della Provincia di Grosseto di difetto di istruttoria per non aver convenientemente disaminato e considerato lo stato di salute dei cittadini

“Pertanto, a fronte delle numerose e documentate circostanze di sforamento dei vari valori di riferimento per l'inquinamento, sia dell’aria che dei corpi idrici presenti in loco .... L'INCENERITORE DEVE RESTARE SPENTO "


Il Sindaco di Follonica, ANDREA BENINI, commenta
" Ancora una volta il Tribunale Amministrativo conferma le nostre preoccupazioni e le nostre ragioni di contrarietà ad un impianto estraneo al territorio. La nostra opposizione all’inceneritore non è mai stata ideologica ma fondata nel merito di carenze, lacune, contraddizioni, che i diversi livelli di giudizio hanno sempre confermato. Continueremo con caparbietà e decisione il nostro impegno, insieme a tutta la comunità follonichese, anche nel ricorso al Consiglio di Stato rispetto alle ultime autorizzazioni e a lavorare seriamente per costruire alternative concrete al modello-inceneritore”

Fino qui la notizia e' ripresa dal comunicato dell'Ufficio Stampa del Comune.

Aggiungiamo la nostra assoluta contrarietà, politica e di legittimità, a fronte della direttiva UE, ratificata con legge dalla Repubblica Italiana, CHE L'INCENERIMENTO DEI RIFIUTI NON E' AMMESSO, dovendosi seguire le strade del riuso dei rifiuti medesimi.
Tuttavia, per l'impossibilità di eliminare allo stato attuale la produzione di diossine, riteniamo politicamente che le piccole quote residue non riciclabili, siano da seppellire in attesa che le filiere di smaltimento siano affinate per eliminare in toto il problema.
Quanto alle piccole quote di energia traibili, non considerate vantaggiose dalla Unione Europea, abbiamo vantaggiose ed illimitate energie rinnovabili sfruttando il vento, il sole, l'acqua e la geotermia.

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