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CRISI AZIENDALE UNICOOP TIRRENO





Giovedì 26 ottobre, una folta delegazione di sindacalisti di UNICOOP TIRRENO, si è incontrata con la segreteria PD di Follonica.
Lo scopo dell’incontro, a cui le parti lavoravano da tempo, era quello di poter esporre la grave crisi aziendale che minaccia i posti di lavoro della COOP mettendo a rischio in primo luogo gli oltre 400 addetti alla sede di Riotorto e la sopravvivenza di molti negozi che hanno fatto la storia della cooperazione di consumo nelle due provincie di Livorno e Grosseto. Esposti cause e possibili soluzioni alla crisi viene riconosciuto come il primo passo fondamentale per trovare poi soluzioni, soluzioni che non possono essere limitate solo al ‘taglio delle teste’ degli incolpevoli addetti.
Erano presenti, oltre al segretario del PD di Follonica, CINZIA TACCONI, del segretario della federazione del PD della Provincia di Grosseto, GIOSUE’ ARRIGANELLO, l’Onorevole LUCA SANI ed il Capo Gruppo PD alla Regione Toscana LEONARDO MARRAS, il Sindaco di Follonica ANDREA BENINI.
La crisi aziendale UNICOOP TIRRENO, si innesta purtroppo in un territorio già flagellato da gravissime altri crisi, a partire da quella siderurgica, che dunque non offre alternative occupazionali agli eventuali esuberi di personale. La crisi tra l’altro non è affatto solo un problema di numeri, perché va a colpire il profondo radicamento del movimento cooperativo, sviluppatosi in oltre 70 anni con la società civile, perché rompe i canali di sbocco tra le produzioni locali e la possibilità di commercializzare i prodotti di Maremma, dunque indebolisce un tessuto economico molo più gravemente di quanto i numeri delle persone direttamente coinvolte rappresentano.
Le parti, al termine dell’incontro, convengono che sia necessario ed urgente aprire un tavolo di crisi regionale per ricontrattare un Piano di Rilancio Aziendale dove tutti, a partire dai lavoratori, devono impegnarsi a trovare favorevoli momenti di ritrovato equilibrio. Importante che anche le sezioni soci, che di diritto rappresentano la proprietà di questa Azienda, si ricompattino intorno alla stessa, che i Sindaci dell’area coinvolta, le rappresentanze politiche e la Regione, facciano sistema per garantire il mantenimento dei livelli occupazionali e la continuità di una cooperativa che può ancora dare molto nei processi di socialità e solidarietà, mediante un piano realistico  e verificabile di consolidamento economico.
L’intesa raggiunta è dunque solo un primo passo per estendere e coinvolgere le molte parti che possono garantire, su un territorio vasto, l’applicazione di un piano che deve scaturire da un tavolo di gestione della crisi, come previsto per questi casi dalla legge.

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